Le Curve della Contea


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24 maggio

"Le curve della contea"
24 maggio 2009

Motogiro nell'agrigentino e incontro con gli associati al circuito "Valle dei templi"


Il programma prometteva bene ed effettivamente, personalmente parlando, ho trascorso una gran bella giornata, un mix di emozioni, con un solo elemento di cui avrei fatto volentieri a meno: il caldo!!
Come altre domeniche, l'incontro con i partecipanti al motogiro è alle 08.00 al bar Sicilia, ma stavolta la meta non è Palazzolo (finalmente!!) bensì Agrigento e dintorni, tra templi, mare, sole e circuito di Racalmuto.
Saluti, cornetti e cappuccini, moto già "pienate" e catene ingrassate...sono le 08.40, partiamo!...la prima sosta la facciamo all'ingresso di Gela, ovviamente in un distributore di benzina, e iniziano i primi rabbocchi; la mia moto ha consumato appena una "tacca" per cui decido di soprassedere e mi cerco un'po' d'ombra…proprio in questo momento, penso a mio fratello, che oggi non è partito con noi da Modica, ma essendo le 09.30 sarà già a Racalmuto, anzi probabilmente sta già girando, per cui prendo il telefono e provo a chiamarlo…infatti, come immaginavo non risponde; un pensiero va anche a Peppe, Piero e Marco e spero riescano a sentire la preoccupazione avvertita da chi sta a guardare, augurandomi mantengano la testa sulle spalle per evitare che il confine fra divertimento e dispiacere si assottigli; ma ovviamente la maggiore apprensione è rivolta ad Andrea, un'apprensione che mi sono portato dietro per tutto il viaggio d'andata, unita ad una sana frustrazione per non essere là al momento di iniziare a girare e ricordargli non tanto di andare piano perché in pista non puoi farlo, ma di stare attento a non avere, erroneamente, troppa fiducia nella moto, dato che anche (e soprattutto) i grandi sbagliano, e cercare di individuare un limite da lasciare comodamente al suo posto e non oltrepassare…dico soprattutto perché i vari Rossi, Biaggi, Capirossi, Bayliss, Stoner e via dicendo, non credo debbano imparare qualcosa da qualcuno, ma correre per vincere impone loro un'andatura sempre al limite, che non sempre è facile trovare (visto che dipende molto anche dallo stato d'animo del momento) e non sempre ti permette di fare "a caldo" una lucida e oggettiva analisi sui rischi cui si va, inevitabilmente, incontro per trovarlo, fin quando non ti ritrovi in mezzo alla ghiaia…
Comunque, siamo ancora a Gela e dopo 10-15 minuti di pausa ripartiamo; credo che il sinonimo più appropriato di centro urbano è TRAFFICO e infatti ne abbiamo incontrato parecchio dato che il caldo ti costringe ad uscire di casa e "buttarti" a mare…siamo ancora a maggio ma sembra luglio inoltrato e sia noi che le moto ne risentiamo…che anno strano, un mese fa non si usciva con le moto causa freddo, adesso c'è chi non esce per il caldo…boh; usciamo dalla provincia di Caltanissetta ed entriamo in quella di Agrigento e, dopo una pausa ristoratrice, arriviamo alla valle dei templi…uno spettacolo da guardare e riguardare, anche se noi l'abbiamo fatto da lontano sia perché il caldo ci stava "squagliando" e sia perché, onestamente, i prezzi sono davvero esagerati…neanche dovessero portarci in spalla!!
Le ventole di raffreddamento delle moto sembrano dirci in coro "amuninni!!", per cui non ce lo facciamo ripetere e ci inoltriamo ad Agrigento per una rapida (molto rapida) vista della città, che ci porta sulla scalinata di una chiesa molto bella, ma intelligentemente chiusa…sinceri complimenti all'amministrazione comunale!!
Cerchiamo l'ombra come i pazzi e passiamo una mezz'oretta a parlare e scherzare rinfrancati da un'po' d'acqua e dai pasticcini del Pirrè, che nel frattempo mostrano anch'essi segni di cedimento da caldo torrido…siamo abbastanza provati dai 38 gradi e prima di addormentarci sulle scale, decidiamo che è meglio raggiungere i ragazzi al circuito e mangiare lì.
Il nostro "tom tom Orazio" riesce a portarci al circuito e già da lontano sentiamo i rombi dei motori e gli allunghi pazzeschi…e io ripenso a mio fratello, ai ragazzi e a quelle cose che sperano abbiano sentito…Orazio ed io ci fermiamo su un ponticello da cui si vede molto bene la curva a destra dopo il rettilineo dei box e vedo piegare mio fratello…dopo qualche secondo passano Piero e Marco…basta, ripartiamo, vogliamo vedere da vicino!!
Mi chiedo ancora adesso mentre scrivo questo report, come si può tenere la strada che porta in un circuito, in quelle condizioni, che definire pessime è davvero poco, soprattutto dopo aver appreso che la mattina si erano iscritti per girare in pista ben 90 motociclisti e che il prezzo di una sessione di 20 minuti era 20 € circa (la maggior parte dei partecipanti ha fatto tutte le 4 sessioni previste per l'intera giornata...); con un incasso simile l'unica cosa da fare è stendere un pietoso lenzuolo!
Sono le 12.30 circa, non è il Mugello ovviamente, ma l'atmosfera è più che simile, almeno per me...rombi pazzeschi riecheggiano ovunque, trasponder sulle moto, tutti rigorosamente in tuta e stivali, i team organizzati nei box, vari dialetti siculi che però, indossato il casco, parlano la stessa lingua…la passione a 2 ruote!
Celentano canta in uno dei suoi pezzi che "l'emozione non ha voce", ma per me ieri ce l'aveva ed era quella che tuonava dai vari scarichi, con e senza db-killer, omologati e non, originali o "tuningzzati"; finalmente mi passa quella strana sensazione, infatti vedo Andrea "spogliato" della tuta e spossato dal caldo come noi tutti..dopo poco incontro Peppe, Piero, Marco, Antonio, Salvatore e gli altri modicani del team Schembari e insieme andiamo tutti a mangiare; ci raccontano un'po' di cose successe la mattina, alcune belle, altre meno, ma vabbè l'importante è alzarsi sulle gambe e assicurarsi la pellaccia!!
Alle 14.15 lo speaker annuncia che si ricomincia e i vari gruppi a turno scendono in pista, mettendo a dura prova i nostri timpani e le nostre coronarie: come nelle gare vere c'è chi si arrabbia per un sorpasso violento, chi scivola, chi fa un bel dritto, chi va piano ma vuol provare il brio di una piega a gomma piena, chi distrugge la moto (brutta caduta nella prima sessione), e in questo mix trova spazio anche la mia emozione con l'aggiunta di un "pizzico" di paura e una "mantecata" di adrenalina nel vedere le pieghe di mio fratello al cavatappi (mai paragonabile al più celebre, in quel di Laguna Seca) che precede l'ultimo curvone prima del rettilineo finale dei box…non nascondo che mi ero fatto quasi convincere a fare una sessione in sella alla sua Street, assecondando il brivido lungo la schiena che solo noi centauri conosciamo, ma poi sono rimasto a guardare…magari la prossima volta…Giovanni, invece, ha ceduto alla tentazione ed è sceso in pista con il suo monster e vari pezzi di tute e stivali raccolti in giro…ah,ah,ah!!
Foto e video a raffica, ma sono già le 17.30 e dobbiamo ritornare a Modica; non mi sento tranquillo, i ragazzi delle Curve capiscono la mia apprensione (dato che Andrea sta ancora girando e io vorrei andarmene sapendo che ha già smesso) e decidono di rimanere fino alla fine della sessione, motivo per cui li ringrazio tantissimo!!
Ci salutiamo con i ragazzi, che torneranno con le moto caricate sui furgoni, e prendiamo la via di casa; sono le 18.00 circa, abbiamo già fatto tutti il pieno e ripartiamo, ma il traffico, purtroppo, ci rallenta molto…pazienza!
Dopo 380 km totali, alle 20.15 siamo a Modica e io sono felice che mi sia stato chiesto di documentare le mie sensazioni dal momento che oggi ho camminato per lunghi tratti con la moto (e già questo basterebbe), ho sperimentato l'emozione della pista (da lontano), ho capito che devo comprare un giubbotto estivo, ma soprattutto ho decifrato quella sensazione che conferma come sia impossibile separare, fisicamente e mentalmente, quella sorta di cordone ombelicale virtuale che unisce 2 fratelli, anche se "separati" da 3 anni…
In conclusione, ringrazio i ragazzi che hanno partecipato al motogiro, ringrazio Guard-Rail per questa opportunità e ringrazio il Cielo per aver assistito noi lungo tutti i km che abbiamo percorso e i ragazzi che giravano in pista…alla prossima!!

Carmelo Zuppardo


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